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DiLuca

Blazer grigio: i migliori modelli per l'inverno

Grande ritorno, anche per questa stagione autunno-inverno 2016/17, del blazer grigio, il capospalla elegante e raffinato, must-have di ogni guardaroba maschile. Declinata in lana o cashmere, realizzata con una vestibilità slim fit, a mono o doppio petto (in base alle occasioni d’uso e ai gusti), la grey jacket, così amano chiamarla gli americani della East Coast, amanti dell’elegant style, è la scelta giusta per sfoggiare un look alla moda, in ogni momento della giornata. Formale per l’ufficio, con camicia e cravatta. Casual chic, con maglia e foulard, per l’aperitivo con gli amici. Ecco una ventina di modelli visti alle sfilate più cool del mondo.

C’è il modello destrutturato di Emporio Armani, quello doppio petto dal profumo 80’s, firmato Saint Laurente le versioni shabby chic proposte da Prada e da Lanvin. Se, invece, preferite il blazer American style, il modello di Polo Ralph Lauren è quello che fa per voi. Mentre, per chi ama osare, c’è la giacca di Alexander McQueen, con farfalle noir ricamate sull’intero capo.

Infine, un inno al tailor Made In Italy, grazie all’eleganza raffinata delle giacche di Santaniello, Brioni e BoglioliPer i dandy di oggi, versione 3.0.

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Barriqule: da piccole botti.. nascono grandi occhiali

Madonna di Como, piccola frazione di Alba. Qui vi è la cantina di Angelo Boffa, produttore vitivinicolo sin dagli anni ’60, di ottime etichette. Un giorno il nipote, Lorenzo del Tufo, che tra le vigne è cresciuto, assaporando il gusto del buon vino così come dei valori quali famiglia, artigianalità e rispetto per la terra, decide di dare vita nel 2014 a un progetto decisamente originale e dal carattere autentico. L’idea era quella di unire la passione per gli occhiali con quella del legno, e in particolare del rovere antico, anima delle barrique, piccole botti francesi per affinare i vini, che da decenni custodivano gelosamente il vino di famiglia.

Il nome del brand, Barriqule calza a pennello: unione perfetta tra barrique e barricole, che nel dialetto della Langa, significa occhiali. Le doghe della botte, che per due, tre anni al massimo, custodiscono il prezioso vino, vengono lavorate per dare vita alle aste delle montature (da una barrique se ne ricavano circa trecento paia) Flessibili, resistenti e molto leggere.

Ogni occhiale, va da sé, è un pezzo unico. L’alta qualità del prodotto si riflette anche nella scelta delle lenti, in Cr39 base 4 per i filtri dei modelli da sole per esempio, garantendo così la migliore protezione possibile. Anche il packaging dell’occhiale è caratteristico e accattivante benché estremamente semplice: un piccolo contenitore in rovere che riproduce perfettamente i cofanetti per bottiglie.

La storia del marchio Barriqule ci fa capire quanto sia importante custodire e preservare il lavoro di queste piccole ma preziose realtà; piccoli paesi e borghi dove le passioni, la dedizione per il proprio lavoro e l’amore per la propria terra sono valori che si trasmettono. Non a caso al progetto partecipano diversi componenti della stessa famiglia, accumunati dalla stessa passione per l’alta artigianalità e l’autentico Made in Italy.

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Guillaume Meilland disegnerà l'uomo di Salvatore Ferragamo

Dopo la nomina, lo scorso settembre, di Paul Andrew come nuovo Design Director delle calzature donna e di Fulvio Rigoni come Design Director della collezione ready-to-wear donna (che ha esordito in passerella con la sfilata primavera-estate 2017), Salvatore Ferragamo chiama Guillaume Meilland come Design Director della collezione menswear ready-to-wear.

Con un passato nello sportswear maschile della maison Yves Saint Laurent, il designer francese lascia il ruolo di senior designer della linea uomo di Lanvin per entrare a far parte del board della maison fiorentina. Pronto a debuttare a gennaio 2017 durante Milano Moda Uomo, con la collezione autunno-inverno 2017/18.

«Sono convinto che il lavoro di questi tre stilisti», spiega Eraldo Poletto, amministratore delegato del gruppo Salvatore Ferragamo dal 3 agosto scorso, «diversi per estrazione ma uniti da una forte vocazione alla creatività, applicata alla ricerca e all’innovazione, contribuirà a rendere ancor più forte l’immagine di un brand che ha costruito da sempre sull’internazionalità la propria immagine.

Tutti e tre sono stati scelti proprio per la loro capacità di interpretare il Dna del marchio che, per il suo heritage e i suoi forti codici caratterizzanti, continuerà a dettare le linee guida della propria identità».

 

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Make Love, le nuove sneakers di Santoni con Purple

Un’edizione speciale delle sneakers iconiche e best seller di Santoni. Moderne, ultra leggere e morbide, declinate nei colori del bianco e dell’arancione pop, il marchio Made In Italy di calzature presenta il modello in edizione limitata, realizzato a quattro mani con Purple Institute, l’agenzia di art direction guidata da Olivier Zahm.

La scarpa Clean Icon firmata Purple for Santoni, in vendita online, è disponibile in anteprima mondiale presso il concept store di Parigi Colette, enfatizzata in vetrina grazie agli scatti del fotografo e artista Ren Hang.

«Sono stato davvero felice quando Santoni ha chiesto alla mia rivista Purple di personalizzare la sneaker Clean Icon», racconta Olivier Zahm. «Abbiamo voluto che questo prodotto enfatizzasse quello che per noi conta di più in assoluto, ovvero “Love”, amore. Con Giuseppe Santoni abbiamo deciso di essere molto diretti e di scrivere “Make” su una scarpa e “Love” sull’altra, cosicché poi, camminando, si ripeta questo mantra a ogni passo.

Ci è piaciuta l’idea che un elemento del nostro guardaroba quotidiano potesse comunicare questo messaggio politico che sottintende la seconda parte: “Make love, not war”. È stata anche l’occasione per collaborare con il fotografo e artista Ren Hang, talento cinese emergente, che ha portato questo messaggio a un livello superiore».

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La mostra che celebra i 100 anni de La Rinascente

Quest’anno La Rinascente festeggia i 100 anni del suo nome, ideato da Gabriele D’Annunzio su commissione del Senatore Borletti, che acquistò i grandi magazzini Bocconi nel 1917, promuovendone la rinascita. Cominciava così una storia fatta di passione, talento e capacità di visione tale da suscitare, a partire dai primi del Novecento, un impatto innovativo sui modelli di consumo e sull’evoluzione che portò Milano ad affermarsi come motore economico dell’Italia.

Per celebrare l’evento, il Comune di Milano, insieme a Palazzo Reale e allo stesso department store hanno deciso di raccontare questa storia con una mostra, a cura di Sandrina Bandera e Maria Canella con il set up firmato da OMA/AMO, nelle sale dell’Appartamento del Principe al piano nobile del Palazzo Reale di Milano, che rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 24 settembre.

Attraverso un’eccezionale varietà e quantità di opere d’arte, grafica, oggetti di design, immagini storiche e contributi inediti, il pubblico potrà scoprire come La Rinascente abbia scritto capitoli importanti nella storia del costume, della comunicazione e della grande distribuzione.

Sin dalle sue origini, infatti, si caratterizzò come laboratorio dove sperimentare le novità che provenivano dal resto d’Europa. Il modello di vendita innovativo, derivato dalle iniziali esperienze francesi, con la merce esposta negli scaffali a prezzo fisso, non solo fu la chiave di volta di un’economia moderna, ma produsse decisivi cambiamenti nella vita quotidiana della società dei consumi, creando nuovi miti e archetipi nel gusto, rivoluzionando l’immagine femminile e maschile, e stimolando la nascita dei sistemi produttivi legati alla moda e al design, pilastri fondanti del Made In Italy.

Sede della mostra è Palazzo Reale, principale location espositiva milanese e cuore di quel centro urbano che rappresenta lo spirito della città, a pochi passi dal Duomo, dalla Galleria, dalla Scala e da La Rinascente, che ne interpreta lo spirito produttivo. Nella gallery sopra, un’anteprima delle opere esposte.

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Stella McCartney, le immagini della prima collezione uomo

Londra. Nei mitici e storici Abbey Road Studios, dove 47 anni prima Paul McCartney e i Beatles registravano il loro penultimo album, Abbey Road, la stilista inglese Stella McCartney ha celebrato il lancio della sua prima collezione menswear con un omaggio alla musica e alla moda. Con un ricco parterre di invitati tra cui Kate Moss, Salma Hayek, Orlando Bloom, Jess Glynne, Anna Friel, Francois Henri Pinault, solo per citarne alcuni, la stilista inglese ha raccontato il guardaroba ideale per lui costruito prendendo ispirazione dal mondo dell’arte e dalle sub culture che attraversano periodi diversi, per dare una nuova energia creativa ai classici senza tempo.

La collezione, così è una combinazione della quintessenza dello stile British, unita a funzionalità e moda, look formali e capi sportivi, in cui si pone come sempre una forte attenzione all’utlizzo di materiali sostenibili, tra cui: cotone organico, jersey e denim eco, cashmere rigenerato, viscosa sostenibile e nylon riciclato.

Gli abiti classici hanno proporzioni inaspettate, l’ispirazione delle camicie vintage proviene da un guardaroba eclettico: slim, oversize, a maniche corte, classiche e d’ispirazione militare.

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Perché Trump non regge il confronto di stile con Obama

Sebbene per la nomina ufficiale a Capo di Stato bisognerà aspettare ancora qualche giorno, Donald Trump sarà il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, il cui stile, politica a parte, ha già fatto storcere il naso a molti. Soprattutto a coloro i quali lo paragonano con l’uscente Presidente Barack Obama, considerato all’umanità, un uomo di classe ed eleganza al pari di JFK.

I motivi per cui Trump non regge il confronto con Obama, sarebbero molteplici e non imputabili alla scelta dei capi in sè, che in alcuni casi coinciderebbero con quelli indossati da Obama, ma riconducibili a un fattore immateriale, “congenito”, che i francesi sono soliti chiamare allure, e che noi tradurremmo con portamento signorile, o altrimenti detto eleganza innata. Carnagione surreale (che ha fatto scatenare il web con i meme più assurdi), taglio di capelli improbabile e tinta casuale, in abbinata a un abito formale sempre nero, dalla silhouette forse un po’ troppo comoda e portato in abbinata all’immancabile cravatta rossa ampia, con lunghezza anche lì da rivedere, e camicia biaca, Mr Trump non convince, nemmeno indossando mocassini stringati di pelle, lucidi, ai piedi.

(Leggi anche Obama vs Trump, confronto di stile).

Secondo quanto riportato dal New York Times Mr Trump è tuttavia un amante del buon gusto. I suoi abiti formali, infatti, sono sempre griffati ora Brioni, come quelli di James Bond, e dello stesso Obama, ora Martin Greenfield Clothiers un sarto di Brooklyn, e realizzati con tessuti pregiati non troppo pesanti, e rigorosamente su misura. Come si spiega allora il gap con Obama, pur avendo gli stessi “fornitori” di abiti? Gli esperti del settore e nello specifico in un bel pezzo apparso su The Economist ricondurrebbero il tutto a un discorso di proporzioni: le giacche di Trump sarebbero troppo ampie per le spalle che coprono all’interno, così come la larghezza della gamba del pantalone, troppo, troppo ampia. Così la silhouette degli abiti che indossa non appare propria, ricordando vagamente quella della tuta anni Ottanta. Per non parlare, infine della scelta istituzionale della spilletta sui revers della giacca, un’opzione decisamente contro corrente.

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Vestire come Ryan Gosling nel film La La Land

Hollywood, anni Cinquanta. La città dove davvero i sogni diventano realtà. Giovani musicisti, belle attrici promettenti e cantanti improvvisati si recano qui, in California, con la speranza di raggiungere il successo sui palchi dei teatri più famosi, nei locali più cool o davanti alle macchine da presa, diretti dai registi più illustri al mondo. Anche il pianista jazz Sebastian Wilder, interpretato da un bravissimo Ryan Gosling, arriva nella città americana in cerca di fortuna. E incontra Mia Dolan (Emma Stone). Sulle note dei più famosi swing irresistibili, ballando da veri professionisti, tra i due nasce l’amore. Ma ben presto, i due artisti si troveranno davanti alle difficoltà legate proprio alle ambizioni del successo. E dovranno superarle, con tutto il coraggio e le forze possibili, per salvare i loro sentimenti.

È questa la trama del film musicale La La Land, uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 26 gennaio. Diretta da Damien Chazelle, la pellicola si è aggiudicata sette Golden Globe e ha ricevuto ben 14 candidature ai premi Oscar 2017 (eguagliando il record dei film Eva contro Eva e Titanic). Un vero e proprio successo di due ore, che trasporta il pubblico nell’America musicale del secolo scorso, tra energia, speranza ed eleganza.  Dal suit beige sciancrato, da indossare con camicia rigorosamente bianca e cravatta dal nodo stretto e sottile, agli accessori, come le monk strap shoes di pelle lucida e il cappello da indossare in viaggio, sulla cabriolet.

 

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Saturnino Eyewear, le "new forms" della collezione P/E 2017

Saturnino Celani, l’artista/musicista/designer, presenta il suo ultimo progetto: una nuova collezione di occhiali. Di completamente inedito ci sono i materiali e le combinazioni di colore, abbiamo visto i modelli in anteprima e potremmo definirle ambizioni futuriste su strutture classiche.

La collezione Metal Age, per esempio, prende come leitmotiv, la corda di basso usata come ponte, e la personalizza con combinazioni tra lenti e parti metalliche. Gioca con le sfumature di acetato, invece, la linea New Forms. Sono occhiali che si trovano sulla linea di confine tra vintage ed esperimento. Tra tutte, la mascherina Miles è la più impressionante, se ne potrebbe parlare quasi come di un esperimento artistico. È ispirata alla leggenda del jazz e ha una montatura che è un’idea visionaria: un’unica lente continua, ad angolatura piatta, scherma lo sguardo.

«Per me la musica e la vita sono una questione di stile», Saturnino prende in prestito la filosofia di Miles Davis e inventa qualcosa che non è esattamente una collezione di occhiali, è un progetto innovativo a 360 gradi, a cominciare dai materiali, che conservano le caratteristiche e gli effetti cromatici dell’acetato, in realtà vengono da un complicato processo di elaborazione di fibre di cotone e fibre di legno che rende l’occhiale completamente riciclabile e biodegradabile.

(Testo di Michele Viola)

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Pharrell Williams debutta da direttore artistico di G-Star RAW

Debutto in grande stile per Pharrell Williams come head of imagination di G-Star RAW. La popstar americana, dopo aver rilevato il marchio di denimwear, svela la prima collezione ElwoodX25, a capo dell’ufficio stile. Reinterpretando l’iconico jeans 3D G-Star, che quest’anno festeggia il 20esimo anniversario. I motivi a quadri, mimetici e tradizionali provenienti da tutto il mondo esaltano le 25 nuove stampe, accuratamente selezionate dallo stesso Pharrell, che diventano il simbolo dell’impegno costante di G-Star nei confronti dell’innovazione e dell’auto-espressione.

«Quello che stiamo cercando di fare è creare uno spazio per la creatività e la sperimentazione», racconta la star. «Non vogliamo dire alla gente ciò che dovrebbe fare e pensare, bensì aiutarla a esprimersi liberamente, a scegliere che cosa indossare e come vestirsi. Questa è una collezione all’insegna della libertà di scelta, è una sorta d’iniezione di democrazia nel proprio guardaroba».

La collezione, che sarà disponibile in alcuni selezionati negozi e online a partire dal prossimo febbraio, è stata presentata al ComplexCon, uno dei festival californiani più famosi della West Coast, lo scorso fine settimana (nella gallery sopra, una selezione di foto), sotto forma d’installazione a grandezza naturale, su cui sono stati esposti i jeans, completamente immersi in una natura alpina.