Il miele (anche di manuka) non ti aiuterà

DiLuca

Il miele (anche di manuka) non ti aiuterà

Schermata 02-2458156 alle 11.26.22

Il miele di manuka è un miele monoflorale, cioè prodotto da una solo pianta, la manuka appunto, o più precisamente la leptospermum scoparium, che arriva dall’Australia e dalla Nuova Zelanda. Vale talmente tanto, vista la richiesta, che dall’altra parte del mondo è in corso una guerra commenrciale per accaparrarsi il diritto di dirsi patria di questo oro liquido (un barattolino da 250 grammi si vende, come si vede nell’immagine, a 140 euro). Il suo primo problema quindi, ovviamente, riguarda la contraffazione. Essendo considerato una panacea, e costando l’ira di dio, spesso è contraffatto, ovvero mescolato con altri mieli meno “nobili” e famosi. Prima di tutto quindi, se proprio ci tenete, comprate miele di manuka con il marchio “Umf”, cioè Unic manuka factor, che è il bollino di qualità reso dall’associazione di produttori di questo miele, che controlla la presenza effettiva dei principi attivi (ma che non è un riconoscimento legale né scientifico).

Prima di comprare anche quello “certificato”, poi, aspettate di leggere tutto.

Questo miele è molto studiato per sue attività antibatteriche a livello topico – mi spiega Lucilla Titta, nutrizionista dello Ieo –. Gli studi dove funziona sono quelli in cui si trattano ulcere o infezioni da stafilococco. Quindi ha un valore simile a quello di una pomata antibiotica. Questo è l’unica proprietà dimostrata che possiede”. Però attenzione: se io avessi un’ulcera, non ci metterei mai sopra un miele del quale non posso sapere le condizioni igieniche in cui è stato confezionato, di cui non ho le garanzie che un farmaco deve avere per essere approvato, e – infine – non spenderei mille volte di più di quel che costa una banale pomata antibatterica.

Leggi anche

E che dire delle altre proprietà decantate? “Altri trial hanno valutato l’effetto sulla mucosite (un danno delle mucose orali dovute a trattamenti come la radioterapia) o sulla salute dell’intestino, con profili della flora batterica dopo l’assunzione: zero risultati. Lo stesso con la mucosite: nessun miglioramento. L’unico effetto verificato dalla scienza, come detto, è quello sulle ferite, le ulcere e l’impetigine (un’infezione della pelle da stafilococco). Ma questo non ne fa un farmaco. Rispetto alla gentamicina, che tra l’altro costa molto meno, non dà la sicurezza di un farmaco”.

Arriviamo all’uso più comune del miele, e del miele di manuka. “Non c’è nessuna prova che il miele in generale possa prevenire o curare le classiche malattie da raffreddamento. Usare il miele contro il raffreddore è un semplice mito. I principi attivi del miele – e ve lo dice un’appassionata di miele – come i polifenoli e le sostanze con attività antibatterica e i sali minerali, sono in quantità del tutto insufficiente per aver alcun effetto benefico”. Delusione. Il miele lo dobbiamo mangiare solo se ci piace: ha molti zuccheri, è acqua e zucchero praticamente, e quindi porta con se soprattutto i danni di un’alimentazione già di per sé troppo ricca di zuccheri. “Il miele è aromatico, come lo zucchero di canna. Ma entrambi non fanno meglio alla salute rispetto allo zucchero bianco classico”: potrebbe succedere solo se riusciamo a sfruttarne l’aroma per usarne meno, mentre invece in genere succede che, essendo lo zucchero di canna e il miele meno dolci dello zucchero bianco, alla fine ne usiamo di più per raggiungere lo stesso livello di sapore dolce, anche perché consciamente o inconsciamente siamo convinti che si tratti di un alimento “nobile”, o “sano” o comunque migliore dello zucchero bianco. Cosa che non è.

Ma se il manuka funziona come antibatterico della pelle – questo il mio ultimo dubbio – perché non dovrebbe funzionare anche come antibatterico delle vie respiratorie? “Eh, chi lo sa?”, mi risponde Titta. “Forse perché non resta su abbastanza”. Quel che è certo è che i mieli in generale non hanno un’efficacia dimostrata contro alcuna malattia da raffreddamento. Se però invece la domanda è: “può la natura e l’alimentazione aiutarci a rimanere sani o a guarire prima?” Allora la risposta è sì: “Quando stiamo male la cosa importante è idratarsi: quindi ok a brodi e minestre, e a tutti gli alimenti con molta acqua. Per la prevenzione invece è importante tenere in salute l’intestino, con probiotici, fibre – frutta, verdura e cereali integrali – e tanti alimenti ricchi di vitamina c come kiwi, agrumi e peperoni crudi”.

Info sull'autore

Luca administrator

Commenta